Lo sviluppo di biorobot autonomi compie un passo avanti grazie allo sviluppo di dispositivi robotici morbidi guidati dal tessuto neuromuscolare. Creati da un gruppo di ricerca dell’Università dell’Illinois con a capo il professore di ingegneria meccanica e scienze meccaniche Taher Saif e il professore di bioingegneria Rashid Bashir, sono i primi biorobot semiautomatici capaci di muoversi autonomamente.

Lo studio ha dimostrato che questa nuova generazione di robot a due code esegue autonomamente i compiti per i quali sono stati creati. Ad esempio, i ricercatori hanno applicato una coltura di cellule di neuroni optogenetici, derivata dalle cellule staminali dell’individuo in cui dovevano essere inserite, adiacente al tessuto muscolare. Alimentandosi dal tessuto muscolare scheletrico stimolato dai motoneuroni di bordo, i neuroni con proprietà optogenetiche si accendono per attivare i muscoli quando stimolati con la luce. Saif spiega che “i neuroni avanzano verso il muscolo e formano giunzioni neuromuscolari”.

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